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Friday, May 5, 2017
Friday, April 28, 2017
Orange and Honey Pudding
Orange and Honey Pudding

I love the smell of
*freshly washed laundry
*popcorn-filled cinema
*freshly shampoo-ed hair
*a new book
*a good patisserie (with croissants) at 5am
*fresh cut grass
*leather seats in new cars
*seaweed at the beach
*fresh brewed coffee
*fireplace on a cold night
*damp smell after the rain
*freshly painted house
*something that brings back memories
*garlic stir-fry anything
*my fingers after i eat a juicy burger
*my kitchen when I bake banana bread
*newborn babies
I also like the smell of an orange when you cut into it.

This may (unconsciously of course) be the reason why so many oranges were unnecessarily used to make this pudding. Im already a bit embarrassed sharing this.
You see, Ive been a bit jet-lagged...
Gelatin were supposed to be softened with 40mL of water.
I read 400mL.
Oops. Take two (a day after as I needed to replenish my orange supplies).
Accidently warmed up my milk before I combined with the orange juice.
Dont ever do that. It curdled into the most horrible looking something that I hope youll never see.
I almost used another word for that something.
Glad I didnt because it will ruin the appeal of the pudding.
Take three.
The smell of success!
Sometimes, it does take time just to do the simplest thing. But its worth the effort.
Light and healthy...and took me straight back to childhood.

Orange and Honey Pudding
Ingredients
- 1 cup Freshly squeezed orange juice
- 1 orange (flesh), chopped into cubes
- 2 tbsp honey
- 1 cup milk - Ive used full fat (alternatively, you can replace 1/4 cup of milk with cream)
- 8 grams gelatin powder
1. Add the gelatin powder to 40mL of water in a small bowl to soften.
2. In a pot, combine the milk with the orange juice and turn up the heat to cook (It is important that you combine the orange with the milk before heating up i.e. not warm up the milk first then add the juice).
3. Once the liquid is hot (not boiling), remove from stove and add in the softened gelatin from step 1 and honey. Stir to combine.
4. Sieve the liquid from the previous step.


5. Put the cut of orange flesh into your containers evenly, and pour in the liquid from the pot. Once cooled down, place into the fridge for at least 30 minutes.
6. Once set, you can pour a small amount of orange juice on top of the containers as I have done.

So, what is your favourite smell?
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Thursday, April 27, 2017
Outfit Orange
Outfit Orange

peraturas que tenemos al mediodía, combiné mi nueva falda de pliegues con un crop top naranja. Nunca he tenido nada
de este color y ya estaba deseando, así que en rebajas no me lo pensé! Espero que os guste el look y que tengáis una mag-
nífica semana! Mañana es mi cumpleaños así que ya os contaré el miércoles que tal me fue con otro look! Muchos besos!
Good morning guys! Happy Monday! Today I show you the look I wore on Friday for a meeting. I combined my new pleated skirt with orange crop top. Hope you like the look and I wish you a wonderful week! See you on Wednesday with a new outfit!









all credits:
Falda/Skirt: Mango (s/s15) HERE
Top: River Island (sales) HERE
Sandalias/Sandals: Zara (au/w14-15)
Bolso/Bag: Mango (old)
Sandalias/Sandals: Zara (s/s14)
Reloj/Watch: Daniel Wellington HERE
Colgante/Necklace: Mango (au/w14-15)
Sandalias/Sandals: Zara (s/s14)
Reloj/Watch: Daniel Wellington HERE
Colgante/Necklace: Mango (au/w14-15)

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Sunday, April 23, 2017
Orange Fiber 3° parte sogni difficoltà e soddisfazioni
Orange Fiber 3° parte sogni difficoltà e soddisfazioni
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| continua lintervista a Orange Fiber ... terza e ultima parte ... - Avete incontrato molte difficoltà dal passare dalla teoria alla pratica nel procedimento di creazione del filato? Passare dalla teoria alla pratica non è stato semplice. Una volta avuta lidea ed analizzato le possibilità teoriche di realizzarla, è stato necessario rivolgersi alla ricerca scientifica per convalidare il tutto con uno studio di fattibilità che abbiamo condotto in collaborazione con il dipartimento di Chimica dei Materiali del Politecnico di Milano - che ci ha accolto nei suoi laboratori fino al successo dellesperimento - a cui è seguito il deposito del primo brevetto italiano. Con lingresso in società di alcuni imprenditori siciliani e lincubazione e il finanziamento del bando Seed Money di Trentino Sviluppo, siamo finalmente riuscite a produrre i primi prototipi di tessuto - un raso tinta unita e un pizzo ottenuti unendo lesclusivo filato di acetato da agrumi alla seta - e di filato - in due varianti colore giallo e arancio - presentati in anteprima il 16 settembre 2014 allExpo Gate di Milano nella giornata della Vogue Fashion Night Out. Questanno grazie al contributo del bando di finanziamento Smart&Start di Invitalia, siamo riuscite a far nascere il nostro primo impianto pilota per lestrazione della cellulosa da agrumi atta alla filatura. - Cosa ne pensate del mondo della moda attuale? E come lo immaginate tra qualche anno? Come altri settori produttivi, anche la moda deve fare i conti oggi più che mai con le nuove esigenze di innovazione e sostenibilità del mercato, sia per aumentare la sostenibilità ambientale delle produzioni industriali, sia per rispondere alle esigenze di qualità e tutela della salute richieste dai consumatori. Per questo motivo, negli ultimi anni, i grandi brand di moda stanno investendo molto in ricerca e sviluppo, esplorando le vie offerte dallinnovazione di prodotto e i nuovi materiali, e non ci sono motivi per non credere che la moda del futuro sarà green e innovativa. Quanto a noi, sempre più vicine allingresso sul mercato, ribadiamo il nostro impegno perché la sostenibilità non sia solo una moda, ma una scelta quotidiana per costruire un futuro migliore in cui etica e rispetto dellambiente siano applicati lungo tutta la filiera: un gesto damore, dal produttore al consumatore. - La vostra soddisfazione più grande ottenuta fino ad adesso? Sicuramente aver visto realizzati i primi prototipi del tessuto Orange Fiber. E allora che abbiamo capito che le nostre ipotesi erano corrette e che il sogno di creare un nuovo prodotto capace di rispondere alle esigenze di innovazione e sostenibilità del mondo della moda era diventato realtà. La recente vittoria del Global Change Award della H&M Foundation poi è stata una soddisfazione enorme. E il primo grande premio che ci viene dallecosistema moda e rappresenta unimportante opportunità per sviluppare il nostro progetto e far sì che diventi realmente il punto di partenza per costruire unindustria della moda più sostenibile. - Se doveste scegliere, quale sarebbe il top brand nella vetrina dellalta moda con il quale vi piacerebbe collaborare e creare magari una collezione? La nostra Orange Fiber ha suscitato e continua a suscitare linteresse di diversi fashion top brand e ciò che ci auguriamo per il futuro è di presentare i nostri prodotti insieme ad un brand di moda che abbracci i valori etici del progetto e dia forma al tessuto mostrandone le potenzialità. |





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Sunday, April 16, 2017
Orange Fiber 1° parte per una moda green ed eco sostenibile
Orange Fiber 1° parte per una moda green ed eco sostenibile
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| Vi voglio presentare Orange Fiber
ormai conoscete la passione per la mia terra
la mia amata Sicilia, tra paesaggi, tradizioni e prodotti locali
quando si pensa alla Sicilia ci viene subito in mente, sole, mare e arance ecco proprio di questo si tratta le arance Orange Fiber è una azienda italiana che ha brevettato la produzione di tessuti sostenibili partendo dai sottoprodotti degli agrumi, lo scarto delle arance che rimane dopo aver estratto il succo Attualmente se ne parla moltissimo delleco sostenibilità, in tutti i settori, Orange Fiber è proprio questo, una moda green ecosostenibile Vi lascio alla prima parte dellintervista - Raccontateci un po di Orange Fiber e cosa rappresenta per voi Orange Fiber nasce dalla voglia di fare qualcosa per la nostra terra, dallesigenza di trasformare un problema in una risorsa economica e portare linnovazione e la sostenibilità allinterno del comparto tessile e manifatturiero italiano. Dal recupero e la trasformazione del pastazzo dagrumi alla filiera produttiva, Orange Fiber è il nostro impegno per una moda più green ed eticamente corretta; è il nostro sogno, e con determinazione e serietà continueremo a lavorarci per far sì che si trasformi in una realtà capace di fare la differenza e contribuire ad un processo di sviluppo economico, sociale ed ambientale allinsegna della sostenibilità. - Comè nata questa idea di utilizzare gli scarti degli agrumi per creare tessuti? Orange Fiber nasce nel 2011 da unidea di Adriana Santanocito. Nel 2011, nel corso dei suoi studi in Fashion Design e materiali innovativi allAFOL Moda di Milano. Adriana intercetta il trend dei tessuti sostenibili e decide di approfondire largomento nella sua tesi. Parallelamente, entrando in contatto con i produttori di agrumi, rimane molto colpita dalla sofferenza del settore - le cui arance faticano ad entrare sul mercato - e ha lintuizione di poter utilizzare gli agrumi per creare un tessuto innovativo capace di dare nuovo slancio al comparto manifatturiero italiano e generare valore per il proprio territorio. Dalla teoria, esposta nella sua tesi di laurea, riesce ben presto ad arrivare alla pratica, e dopo aver provato la fattibilità del processo con il laboratorio di Chimica dei Materiali del Politecnico di Milano, deposita il brevetto italiano, esteso poi in PCT internazionale nel 2014. È durante lo sviluppo del processo che scopre laltra grave questione che affligge il settore agrumicolo siciliano: lo smaltimento dei sottoprodotti della spremitura ovvero di tutto quello che resta dopo la produzione industriale di succo - che vale circa 1 milione di tonnellate lanno in Italia - e la cui gestione comporta ingenti costi economici per le industrie di trasformazione e impatta lambiente. A quel tempo condividevamo la stessa casa a Milano, città in cui anche io mi ero trasferita per studiare comunicazione e cooperazione internazionale, immaginando un futuro nellimprenditoria sociale. Mi parlò della sua idea e ne rimasi colpita: la sostenibilità ci ha unite e da quel giorno lavoriamo fianco a fianco ad Orange Fiber, il primo tessuto sostenibile creato a partire dai sottoprodotti dellindustria agrumicola. - Perché proprio tessuti ? Quando è nata la passione per la moda? La moda e il tessile sono sempre stati la passione di Adriana. In particolare, lo studio dei nuovi materiali sostenibili allAFOL Moda di Milano, alcuni stage come Fashion Designer negli uffici di consulenza stile per noti brand di moda made in Italy, lo sviluppo di alcuni progetti di moda etica e sostenibile - fra cui una collezione di capi artigianali in tessuti riciclati e il progetto Fashion Rebirth per il lancio di Lancia Y eco-chic - e il primo premio al Fashion Paper 2010 come miglior designer eco-sostenibile, lhanno formata sui temi della moda sostenibile e sulla sperimentazione di nuovi materiali, preparando quindi la strada ad Orange Fiber. - Come riuscite a creare un filato così raffinato dalle bucce darance? Il nostro tessuto viene realizzato a partire dal pastazzo dagrumi, ossia quel residuo umido che resta al termine della produzione industriale di succo di agrumi. Grazie al processo da noi brevettato, siamo in grado di sfruttare le potenzialità del pastazzo per lestrazione della cellulosa dagrumi atta alla filatura, trasformando così uno scarto in una risorsa per il rilancio economico del comparto manifatturiero italiano. La prima parte della trasformazione avviene in Sicilia, dove la cellulosa atta alla filatura viene estratta, per essere poi mandata in Spagna, dove un nostro partner la trasforma in filato, e in ultimo questo rientra in Italia, presso una tessitura comasca, dove viene trasformato nel nostro prodotto: un tessuto sostenibile di altissima qualità, paragonabile alla seta. I prototipi sinora realizzati sono un raso e un twill bianco naturale e un pizzo nero e bianco, e per le produzioni future abbiamo messo a punto una serie di processi che ci consentono di produrre varie tipologie di tessuti, dai più strutturati ai più delicati, in modo da soddisfare tutte le esigenze di creazione dei brand di moda. continua ... non perdetevi il resto dellintervista ... a breve sul blog... |






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Saturday, April 15, 2017
Orange Fiber 2° parte da un sottoprodotto ad un filato di alta qualità
Orange Fiber 2° parte da un sottoprodotto ad un filato di alta qualità
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| continua ... la seconda parte dellintervista di Orange Fiber ... - Quanto è difficile nel panorama odierno creare unazienda così complessa? Trasformare unidea in unimpresa non è semplice e per un progetto industriale sperimentale come il nostro probabilmente lo è ancor di più. La necessità di fondi è per noi una costante. Stiamo avviando una nuova campagna di apertura di capitale e siamo alla ricerca di fondi pubblici e privati. Sicuramente avere la liquidità per sostenere la ricerca e lo sviluppo, e poterla avere in tempi veloci, è fondamentale. Laltro ostacolo che affrontiamo regolarmente è quello della ricerca di informazioni puntuali su cosa è disponibile. Sia che cerchiamo impianti industriali con cui collaborare, sia che cerchiamo persone con particolari competenze, sia che cerchiamo di attivare dei contatti con potenziali partner. La ricerca di informazioni e dati è sempre un processo complesso e faticoso. Un ultimo problema è legato alla filiera produttiva dei nostri prodotti, che in parte non è in Italia. Nel settore tessile cè un segmento del processo produttivo che non è quasi più presente in Italia. Mettere su unazienda come Orange Fiber non è semplice, ma con determinazione, sacrificio e ladeguato mix di competenze e supporto, anche limpresa più complicata può trasformarsi in realtà. E con grande gioia infatti, che oggi possiamo dire di essere vicine ad un traguardo fondamentale: stiamo lavorando allottimizzazione del processo di produzione industriale del nostro filato e ci prepariamo allimportante sfida del lancio del prodotto sul mercato entro il 2016 in co-branding con unimportante azienda di moda. - Qual è stata la difficoltà più grande che avete incontrato? Per un progetto come il nostro, che ha bisogno di ricerca applicata e di un percorso di scale up industriale, la difficoltà maggiore è sempre stata reperire i fondi sufficienti per sviluppare il progetto fino al suo ingresso nel mercato. Fortunatamente, in questi anni, siamo riusciti a superare questo scoglio con un mix di agevolazioni statali, capitale di rischio di Business Angel ed il supporto ricevuto da acceleratori ed incubatori che ci hanno messo a disposizione competenze e network professionali. - Quantè importante al giorno doggi la sostenibilità ambientale? Con laumento della popolazione mondiale e una sempre maggiore richiesta di beni di consumo (cibo, abbigliamento ) da parte dei consumatori, è aumentata la pressione sulle risorse naturali del pianeta, una pressione destinata a lasciare dietro di sé solo macerie. Ecco che il tema della sostenibilità ambientale diventa cruciale. Occorre rivoluzionare i tradizionali metodi di sviluppo e di consumo e concentrarsi su una crescita più attenta e consapevole, capace di preservare il nostro pianeta intatto per le future generazioni, sul modello delleconomia circolare. Fortunatamente, negli ultimi anni, lattenzione al benessere della persona e dellambiente è cresciuta in maniera esponenziale investendo tutti settori produttivi, dal food al tessile-abbigliamento. La sostenibilità ambientale oggi non è una moda, è un modo di agire, che chiama in causa tutti, dai produttori ai consumatori. E coniugare sviluppo e sostenibilità è possibile, il nostro progetto in grado di ottenere una materia prima-seconda da un sottoprodotto industriale non rivale allalimentazione, che non incide sulle risorse naturali ma al contrario ottimizza lo sfruttamento di una matrice che altrimenti andrebbe smaltita ne è la prova. - Qual è il vostro obiettivo più grande, il vostro sogno? Il nostro sogno con Orange Fiber è sempre stato quello di riuscire a creare un prodotto unico capace da un lato di rispondere alle esigenze di sostenibilità e innovazione del comparto moda e dallaltro di generare un impatto positivo sullambiente - contribuendo a risolvere il problema dello smaltimento dei sottoprodotti agrumicoli - e sulla società - contribuendo a sensibilizzare i consumatori sul tema della sostenibilità e creando nuovi posti di lavoro. Il nostro obiettivo più grande è fare di Orange Fiber il first mover italiano nel segmento dei tessuti sostenibili attraverso una produzione green da fonti rinnovabili capace di dare nuova vita al comparto manifatturiero italiano, e creare un marchio altamente riconoscibile e differenziato dagli altri per limpegno nella tutela dellambiente e la trasparenza dellintera catena di produzione. Non perdetevi la terza e ultima parte dellintervista con altre interessantissime domande, a breve sul blog .... |



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Friday, March 24, 2017
Orange Whiskey and Maple Caramel Sauce
Orange Whiskey and Maple Caramel Sauce

When I was in the Netherlands a few weeks ago, I had the opportunity to bake and shoot with Renee Kemps, a fellow blogger I'd met at the Saveur Blog Awards. At the awards, she and I hit it off right away, mostly by camping out at the food table during the ceremony and helping ourselves to copious amounts of Wilma Jean's fried chicken and tequila shots. We then realized that we would have an opportunity to continue our adventures it just so happened that a few weeks after the awards, I would be flying to Amsterdam, where Renee currently lives, for my sister's wedding. We excitedly made plans to bake and shoot together.
The initial plan was to make a traditional Dutch baked good; Renee was insistent that we make stroopwafel cookies (that is, an incredibly thin waffle sandwich pressed together with thick caramel syrup). But, well, that just didn't happen. We ended up with these shortbread-like sandwich cookies instead, along with the best caramel syrup I've ever made:


You can read all about our (mis)adventures over on Renee's blog and why we ended up with the cookies that we did. Also, if you haven't checked out her blog already, hurry over! Renee shot all the photos for this post (those callused and veiny rock-climber hands in the photo are yours truly), and, as you can see, is a crazy talented photographer and the well deserved winner of this year's Saveur's Best Food Photography - Editor's Choice Award. Not only is her blog visually stunning, but her incredibly sweet and kind personality just radiates through all her posts!
So get your butt over there:
"Stroopwafel" Sandwich Cookies with Orange, Whiskey, and Maple Caramel
And for now, I'll leave you with this quickie recipe for orange, whiskey, and maple caramel sauce:
get the recipe »
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Saturday, March 11, 2017
orange thyme upside down cake
orange thyme upside down cake

When I started this blog a few years ago, I had no idea that I'd become part of this crazy community of folks all across the world, all brought together by one thing: a love of all things related to food. And this love has bled into my offline life in weird and wonderful ways. To wit last summer, a fellow blogger and myself doggedly spent hours trying to hammer cookie dough in between two wire racks to make stroopwafels (spoiler alert: our method didn't work at all). And this last weekend, I spent my Saturday night with another close blogger friend figuring out the best way to fix a $300 Le Creuset pan, getting wayyy too excited when we finally managed to do so.


In some ways, I'm lucky to have been accepted as one of them. Because in real life, I'm not exactly sure if I would have even fit in at all. I've written about this before, but the blogging community is full of the nicest, sweetest folks ever. So nice that I kinda feel like a jerk around most of them. In fact, I know I'm the asshole in the group. Despite what this blog may have you believe, I'm really not as happy and sunny as I am here in real life. In the offline world, I swear a lot. I'm short tempered and get easily pissed off by lots of little things. Like people who don't take off their backpacks on crowded public transportation systems during rush hour, or the fact that Creed didn't get nominated for a "Best Picture" Oscar.
So I try to compensate for it in other ways. On Hummingbird High, for instance, I try to be the best version of myself optimistic and friendly, relaxed and laid back, confident yet polite. But since those attributes don't come easily to me, I find myself looking up to the bloggers who are the epitome of those qualities.


One of those bloggers is Adrianna from A Cozy Kitchen. Her corner of the internet is where I want to be, always. The company is sweet, the food is beautiful, and there's a cute corgi frolicking about. Her cookbook, The Year of Cozy, embodies the very values I was talking about above. Because not only is it filled with her tasty recipes, it also offers creative DIY projects and fun tips on how to live a happy, healthy life, encouraging folks to have different adventures and make new friends.
Adrianna actually sent me her cookbook a few months back, but like I said being the jerk I am, I could only get around to baking something from it now. And I really wish that I could've found the time much earlier, because her recipe for this orange thyme upside down cake is just perfect. Take advantage of those blood oranges, yo. 'Tis the season.
also featured:
crate and barrel berry box white colander || dollar tree cake plate || anthropologie crocheted pot holder || herriot grace porcelain dessert plate || wusthof legende utility knife ||
crate and barrel welcome salad plate
crate and barrel berry box white colander || dollar tree cake plate || anthropologie crocheted pot holder || herriot grace porcelain dessert plate || wusthof legende utility knife ||
crate and barrel welcome salad plate
Some baker's notes:
- Blood oranges can be bitter to begin with, but they can turn extra bitter during the baking process. If bitterness is not your jam, I recommend with going with a variety of navel oranges, clementines, and satsumas instead. Since those oranges tend to be sweeter than blood oranges, I recommend cutting down the sugar in the topping from 1/2 cup to 1/4 cup instead. Make sure to peel the oranges before you even start slicing them it makes your life a lot easier. Believe me, I learned the hard way.
- The original recipe called for making the cake in a cast-iron skillet, but since my cast-iron skillet is fairly new, I thought it would be under-seasoned and ill-equipped for the job. So instead I used a 9-inch cake pan and found that it worked quite well. Be sure to use a 9-inch pan with high sides (at least 3-inches), and one without any patterns on the bottom (or else you'll end up with a cake like mine, whose top is faintly imprinted by my cake pan's fluted bottom).
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Thursday, March 9, 2017
Thursday, February 23, 2017
orange is the new black M Gemi
orange is the new black M Gemi






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